Amore
La mia felice bocca incontrare vuole nuovamente
le tue labbra che baciandomi benedicono,
le tue dita care voglio tenere
e giocando congiungerle con le mie dita,
saziare il mio assetato sguardo col tuo,
avvolgere il mio capo nei tuoi capelli folti,
con le mie membra giovani e sempre sveglio voglio
rispondere a ogni movimento delle tue membra
e da sempre nuovi fuochi d'amore
mille volte rinnovare la tua bellezza,
finché entrambi appagati e grati
ci troviamo felici sopra ogni dolore,
senza desideri salutiamo il giorno e la notte,
oggi e ieri come fratelli amati
finché andiamo sopra ogni fare e ogni agire
come raggianti in una pace completa.
La mia felice bocca incontrare vuole nuovamente
le tue labbra che baciandomi benedicono,
le tue dita care voglio tenere
e giocando congiungerle con le mie dita,
saziare il mio assetato sguardo col tuo,
avvolgere il mio capo nei tuoi capelli folti,
con le mie membra giovani e sempre sveglio voglio
rispondere a ogni movimento delle tue membra
e da sempre nuovi fuochi d'amore
mille volte rinnovare la tua bellezza,
finché entrambi appagati e grati
ci troviamo felici sopra ogni dolore,
senza desideri salutiamo il giorno e la notte,
oggi e ieri come fratelli amati
finché andiamo sopra ogni fare e ogni agire
come raggianti in una pace completa.
Hermann Hesse, (1877-1962) considerato uno dei maggiori scrittori tedeschi del Novecento, figlio di cittadino russo nato in Estonia Johannes, e da Maria Gundert svizzero-francese nata in India...(bel concetto DNA)
A Hesse non interessa tanto la «storia d'amore», la dinamica effettiva, reale, tangibile del rapporto uomo-donna, quanto il senso tutto interiore di un sentimento che assume un valore fondamentale nella ricerca esistenziale di ogni uomo.
In tal senso l'amore, per Hesse, si disinteressa dell'essere corrisposto e si pone piuttosto come assenza di possesso, come «amore per amore», che si nutre di se stesso e non si cristallizza su un singolo oggetto. Un amore «libero», indifferenziato, assolutamente ideale, uno stato di grazia generale che dà gioia allo spirito senza incatenarlo alla realtà.
Le donne di Hesse, significativamente, non possiedono mai una loro specifica identità, ma sono semplici strumenti che innescano meccanismi di cui non fanno parte.
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