VUOTO D'AMORE
Alda Merini
Amai teneramente dei dolcissimi amanti
senza che essi sapessero mai nulla.
E su questi intessei tele di ragno
e fui preda della mia stessa materia.
In me l’anima c’era della meretrice
della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.
Molti diedero al mio modo di vivere un nome
e fui soltanto un’isterica.
VOID OF LOVE
I tenderly loved some very sweet lovers
without them ever knowing anything
And over them I weaved spider’s webs
and I always fell prey to my own material.
In me there was the soul of the prostitute
of the saint of the bloodthirsty and of the hypocrite.
Many people gave a label to my way of life
and all that while I was only an hysteric.
Alda Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931. Una data significativa, il primo giorno di primavera, che le aveva dato anche lo spunto per una delle sue poesie. «Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta».
E la follia è stata una delle cifre di tutta la sua vita, avendo lei conosciuto anche l'internamento in ospedale psichiatrico, all'inizio degli anni Settanta.
La poetessa è morta all'età di 78 anni, domenica 1 novembre alle 17.30 all'ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell’ultimo periodo della sua esistenza.
Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha messo a disposizione la sede del Comune, Palazzo Marino, per la camera ardente e ha proposto che la salma sia sepolta al Famedio del Cimitero monumentale, tra i grandi di Milano.
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